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Old 12-10-2007, 12:27 PM
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Default Mio Amico Luciano

Mio Amico Luciano,

Una vita fa, ho visuto a Siena per tre anni in 1970. Avevo vent' anni d'eta. In quel’ periodo ero preoccupato con il misticismo, l'arte e la politica della sinistra…

Quando sono arrivato a Siena in piedi dopo la lunga marcia da Francoforte, conoscevo solo un Senese. Si chiamava Fausto. Lui suonava la gitara ed anche dipingeva. Di professione era avocato. Suo padre era presidente della Banca Di Monte Di Pasqui. Si dovevo conoscere solo un Senese, ho celto bene…tutti suoi amici sono diventato amici miei…e poi si come Siena e un paesino e nel inverno non cera nessun’straniere ancora, sono diventato una curiosita per la gente locale. Ero sempre negli vestiti militare che ho trovato per poccho nel mercato nero. Avevo un codino, baffi grandi e capelli rossi. Alora quando ho fatto la mia prima mostra a la discoteca “If 2000” ho fatto un manifesto di me stesso soscritto “Il Pittore Coi Baffi Rossi” come Martini Rossi. C’era una mucchia di gente la prima sera del' apertura della mostra e mio professore a Livorno ha mandato delle Rose con una telegrama con l’auguri per me.

Mi ricordo che c’era anche Luciano quella sera. In fatti lui a scrito qualche cosa sulla mostra, in un giornale delle arte che si chiamava “Il Milliardo”che apartiene a un’amica nostra.

Lui aveva l’abitudine di andare alla discoteca dopo cenare per divertire con la gioventu di Siena e racontare le barzelette buffissime. Lui era capace di mimicare qualsiasi accento; Tedesco, Russo, Americano, Francese… e poi Luciano aveva una faccia di gomma. Quando ti incontra per la prima volta e sente come parli, dopo diece minuti lui ti mimica essatamente, tua voce, manieri, gesti e anche la tua faccia e gli esprezioni…una cosa incredibile che non ho mai visto da nessuno prima. Lui mi ha detto che una volta nel Palazzo Invernale di Pisa ha racontato una barzeletta a mille gente e quando arriva verso la fine, lui a capitto che la udienza era ipnotizata…lui a smeso di parlare per dieci minuti e nessuno move, nessun’ rumore…finalmente a racontato la fine della barzeletta e tutti hanno meso a ridere sensa capire che cosa e sucesso. Luciano era anche un mago ma senza dubbio era il piu buffo uomo che ho mai conosciuto...

Come due anime della stesa tribu, Luciano e io siamo avicinati in quel’ periodo. Ero sempre a casa sua dopo lavoro. Lui era vent’anni piu anciano di me con una moglia e una figlia piccola ma la differenza di eta non era mai un grand’ che. Qualche volte abiamo parlato per ore, fino alla mattina della filosofia, la vita, misticismo. Altre volte abiamo dipinto insieme. Abiamo provato a creare uno nuovo “Board Game” anche con una spezia di Tarot Carte per indovinare il futuro.

Abiamo passato l’inverno a construire una barca a vela, tipo catamaran con varie tubi di plastica. Quando la primavera e arrivato abiamo portato la barca dietro la macchina alla spiaggia di Castiglione della Pescaia dove andavanno tutti i Senesi per le ferie. Un grande gruppo di nostri admiratori erano sulla spiaggia per la lancia. A pena che la barca e entrata nel’ aqua e sfondata subito e tutti quanti hanno preso una grande risata…

Devo spiegare un po che questa barca non aveva vele ma invece quattro grande cope come quelle piu piccole che si vede al aeroporto per misurare il vento. Da quelle cope c’era una gomena con un propulsore al’altra estremita. Non l’ho so fin'ora si in principio il vento potevuto portare la barca avanti in questa maniere ma noi due pseudo-scientifici volevano inventare una barca a vela per i dilitanti che era molto piu semplice e comodo. In soma noi non eravamo miga Leonardo Da Vinci.

Poi Luciano a svilupato un nuove religione che si chiamava: “La Religione del U!” L’U per l’umanita. C’era una certa collina a canto la strada per Poggibonsi con un piccolo albero solo in cima. Abiamo datto il nome: “Albero di Segino” a quel’albero perche ogni Sabato sera i maschi chi sono rimasti scapolo sensa un “date” dovevano andare li per fare sege.

Speso dopo le due di mattina quando la discoteca era chuisa Luciano ed io siamo andati alla Piazza del Campo per giocare a “Cops and Robbers” con mitre di plastica a fare grand’ casino nelle strade vuote.

Una Domenica siamo andatti nella macchina a fare i paesaggi da una collina con una vista di San Gimignano. Abiamo dimentico portare l’aqua per i acrilici e si come avevamo solo una bottiglia di vino rosso abiamo misto i acrilici con il vino. Ho regalato mio piccolo paesaggio fato con vino a Luciano. Era San Gimignano in una tempesta con nuvole scure,la pioggia in arrivo. Lue a meso il quaddro in sua sala di pranzo e li e rimasto per trenta se anni. Luciano a sempre detto che era il Quaddro Divino perche era fatto con vino.

E poi lui mi ha sempre aiutato con tutto i preparazioni che dovevo fare per le mostre che ho fatto alla Enoteca D’Italia nella fortezza Mediceo. Il mio stile era surrealistico piegno di simboli. Il maestro del ritrati moderne, Sig.re Montagnani e venuto con suo classe d’arte dal’liceo una volta. E ho sentito Montagnani a spiegare i miei simboli a i suoi studenti. Che forte, io che non ho mai studiato pittura in scuola solo con una pittore privata, amica di mia mamma chi ha studiata alla academia d’arte a Chicago.


Un altro amico di Luciano, si chiamava Bepe Ciseri. Lui aveva un grande palazzo a Costalpino. Era un Marquese. Anche lui mi ha aiutato con le mostre, portare i miei quaddri in sua macchina. I due nonni di Bepe erano famosi artisti con lavori nel Palazzo Piti ed anche l’Uffizi. Uno Giovanni Dupre era scoltore e l’altro Antonio Ciseri era pittore. Tutte due classici e bravissimi. Nel salone della Villa Costapino c’era una statua
della “Morte” fatto dal suo nonno. Era una bellissima donna in ginocchio e soprasalta con una vaschetta versatto con l’aqua sulla terra. Tutto in marmo morbido non lucidato come le statue in posti publiche. Quando non c’era nessuno nella sala io andavo sempre a toccare il sedere e le coshe della statua e sono diventato duro, perche aveva una bellezza viva.

Un giorno Luciano mi ha invitato a fare una seduta spiristica in una camera segreta nella Villa con Bepe e qualche altri amici. Eravamo li seduto insieme in torno di una tavola rotonda, tutti mano a mano con occhi chuisi e silensiosi. Verso mezza notte c’era un rumore di catene. Luciano dise: “Ce gente fuori…chi sei, vieni da noi, non abbia paura…” Bepe ha comminciato a ridere e poi ha detto…”Non e uno spirito…e il cane li fuori….” A quel’ punto siamo tutti mesi a ridere e non potevamo continuare con la seduta.

Nostro circolo di amici ogni tanto andava a una discoteca a Poggibonsi dove nessuno ha conosciuto noi altri. E cosi potevamo fare cassino tranquilamente…ognuno di noi dovevanno fare qualche atto per divertimento degli altri. Mi ricordo che Fausto ha fatto finto di essere uno squalo e con la gitara ha cantata per noi una cansone che ha scritto lui:” Io sono un pesce cane e mi piace pizzicare i bambini nelle onde…”
Poi, Tulio Mazzocchi, e venuto sul palcoscenico tutto nudo basta un radio per coprire i genitali e con una parrucha bionda e ha fatto finta di essere Marilyn Monroe a cantare: “I want to be loved by you, nobody else but you…boop boop didooo….”
Io ho fatto una mostra di Yoga billanciato solo sulle mani in un pozisione che si chiama “Il Pavone.” Luciano ha fatto finta di essere un Comissar Solvietico mi pare…in soma roba da pazzi…cosi abiamo amazato l’annoia della vita di un piccolo paesino insieme con la amicizia.

Luciano un giorno mi ha portato al museo della sua contrada di Oca per vedere i Palio che hanno vinto negli anni passati. Poi il giorno di Ogni Santi siamo andatti al cimitero a vedere la tomba di suo padre. Mi ricordo bene quel’ giorno. Sembrava Giappone, non l’ho so perche ma tutte le donne nel cimitero portavano veli lungi bianchi…era surrealistico…

Mi ricordo anche quando la famiglia e andata a Sinalunga per qualche giorni e lui e rimasto solo e non aveva quasi niente da mangiare a casa, mi ha invitato l’ho steso e abiamo aperto una scatola di fagioli e un po di pane e abiamo mangiato fuori sul balcone “Au Nature” diceva lui “Au Nature!”
E poi ogni tanto abiamo fatto la colazione insieme con vino rosso e salame. A detto Luciano che era la colazione degli operaii.

Sua casa era piccolossima ma c’era una gabbia con un tordo che si chiamava “Filomeno” e un cane pastore “Mazinger” e il Gatto “Ettore.” C’era tanto amore in quella casina.

Ora e tutto finito, e stato degia trenta se anni fa. E stato una vita di qualcun’altro, non me, qualcuno innocente e simpatico, qualcuno che tutti i Senesi hanno piaciuto non come ora un amaro piu furbo e prattico chi non dipinge ancora mai. Otto anni fa sono andatto a Nizza per i affari e avevo tempo solo per andare in Italia per due giorni con la macchina.
Sono andatto a Siena a trovare Luciano e siamo andatti con la moglia Grazia a mangiare a un ristorante vicino a casa sua per pranzo. Dovevo ritornare a Nizza quella sera per prendere il mio volo la mattina dopo per l’America e non volevo fare “la Grand Cornice” nel buio. Luciano dise: “Telefona me dal’albergo quando arrivi li e cosi al meno capisco che stai bene.” Quella sera quando ho telefonato Luciano a detto che si forse il suo saluto stava meglio che potreste accompaniarmi nella macchina a Nizza e poi tornare in dietro nel treno ma non sentiva abastanza bene per viaggiare da solo. Non ho capito in quel'momento che sara l’ultima volta che parlavo con mio vecchio amico…

A Dio Luciano,
Io non ti domentico mai…

Amico Brian


Ps: abiamo visto la sua figlia a Roma in Giugno di quest’anno chi lavora per Canale II e gira il mondo a fotografare gli animali. Povero Luciano voleva sempre andare in Africa ed Australia e tutti posti salvatici che rimangano come Papua…si forse lui poteva vedere la realizasione di sue sogne nella figlia… ha passato tutto suo carriere lavorare con il cervello electronico alla banca.
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Last edited by Brian Appleton; 12-11-2007 at 08:32 AM.
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Rina (01-11-2008)
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Old 01-11-2008, 03:53 AM
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Please visit my new website about my first book at www.zirzameen.com about my experiences in Iran in the 1970's

Tante cose,

Brian
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