Brian H. Appleton
06-15-2008, 12:23 PM
Avevo dicianove anni di eta e vivo a Siena in 1972. Ogni giorno festivo come Natale o Pasqua andavo a Roma per ritrovare i miei amici da quando ero in collegio li. Una giornata nella prima vera mi trovero a i Giardini di Villa Borghese, caminavo in una zona dove c’era una fontana con statue bronze intorno di “Alice and Wonderland” e “The Mad Hatter” e il coniglio bianco con il orologio che non avevo mai visto prima.
Mi fermo d’avanti la fontana e guardavo verso l’aqua cascando, quando vedevo una ragazza anche da dientro che ho capito subito era splendida, magra, alta, bionda e con una grazia evidente. Ho capito che dovevo parlare subito con questa ragazza o altrimenti non vedevo mai mai piu. Ho visto che nella mano adestra portava un libro coperto di cuoio con lettere d’oro dove c’era scritto:”Le Tragedie di Euripedes.” Madonna, era bella ed anche intelligente e si come io ero poeta, almeno dice io, in quell’ periodo e a quell’ eta, ero subito inamorato di lei sensa avere nianche vista la facia. Non si chiamava Beatrice pero…
Al’ora che cosa potevo dire a questo sonio, quest’angela venuta dal cielo per dare la bellezza a noi povere mortali? La Venere della Villa Borghese magari… Ma, non potevo pensare di niente originale opure ganzo. Ho detto che mi piaceva sue Blue Jeans…
Le girava e ho visto la facia e quasi quasi mi sono spaventato…la facia somigliava la Brigitte Bardot da quando era la piu bella e giovane…e poi ho visto che aveva una pete ampia. Non me l’ho ricordo poi quello che ho detto ma lei era felice parlare con me ed abiamo fatto un passagio insieme sotto le pine e le oleandri. Abiamo parlato di tante cose, della sua vita, delle studie, della mia vita di pittore a Siena e tante cose, finalmente abiamo arrivato a Piazza del Popolo e lei era impressionata come bene conoscevo tutte le stradine di Roma. Lei si chiamava Daria e prima di entrare un tassi per Monte Mario dove ha visuto a Cavaliere Hilton Residence, perche la sua casa era nel mezzo di rinovazioni, mi ha datto suo nomero di telefono….O Dio, credo che caminavo sul’aria senza toccare terra a quell’punto.
Quella sera ho telefonato Daria e lei era d’accordo a uscire fuori con me. Abiamo fatto nostro apuntimento a Café Greco li d’avanti a Bulgari sulla Via Condotti. Ambiamo preso Capuccini e poi un tassi per Trastevere. Durante il passagio, lei mi ha spiegato che era una contessa Siciliana e che suo fratello era un Principe. In fatti lei adorava molto suo fratello chi lavorava a UNESCO e ha studiato Antropologia come me. A Trastevere siamo andatti a piede in giro un po e lei mi portava a un angolo molto discreto e mi monstrava la finestra del’apartimento del suo fratello sul secondo piano. Guardava a la finestra con molto passione si come voleva andare dentro ma non aveva corragio…pensavo che forse non voleva introdure me a suo fratello perche sapevo che la nobilta Italiana specialmente Siciliana hanno molto superstizioni contro stranieri e popolo plebiano come me.
Poi abiamo caminato ancora e arriveremo a Piazza Piscinula a un certo Café che si chiamava “Punt e Virgola.” Li dentro c’era gia una tavola pieno di amici di Daria. Abiamo mangiato bene e bevuto di vini buoni e a un’cert’ora un Negro Braziliano gitarista arrivava li chi si chiamava “Elio” e lui cominsciava a suonare la gitara in quella maniera Braziliano si come tutto e volando e noi siamo rimasti transfissi della sua musica per due o tre ore. Finalmente lei dicieva che deve tornare a casa perche era tardi ma voleva che io restavo li con le sue amici perche dopo loro andavano a una certa villa anciana romana fuori Roma con un sorgente dove possiamo nottare sotto le stelle tutti nudi…ma si forse lei veniva, l’avevo fatto volontiere perche volevo vedere lei nuda…stupenda, ma sensa lei non avevo la voglia di nottare nudo con stranieri…alora ho portata in tassi a sua Cavaliere Residence e poi sono andato a mio albergo sulla Via Sardegna vicinoVia Veneto e andavo a letto.
Quando tornavo a Siena tutto inamorato con questa giovane contessina, cominciavo a telefonare ogni settimana e scrivere e siamo diventati buon amici. Dopo qualche mese a tornato a casa sua perche le rinovazioni erano completti ma non avevo preso il suo nuovo numero telefonico e mi sono rimasto molto triste. Non avevo un telefono in mio apartimento a Siena dove vivro la vita di un povero pittore e percio le non mi poteva telefonare.
Un giorno festivo sono tornato a Roma dopo tante mese e tornavo a i giardini di Villa Borghese. Mi ricordo che era nella mattina presto e c’era una nebbia nei arberi e sulla pista. Non c’era nessuno al inizio, ma poi nella nebbia vedevo una sagoma e poco a poco quando avicinarse a me ho visto che era la Daria. Lei dise: “ma tu che fai qui?” Io dise: sto pensando a te e stavo andando a vedere la statua di Apollo e Dafne di Bernini nella Villa Borghese…lei e rimasta con la bocca aperta per un atimo e poi ha detto che sta apena ora tornando di vedere propio quella statua che lei piace piu di tutte le statue che ci sia.
Abiamo chaminato molto tempo insieme sensa parole, contentissimi d’essere insieme ancora…abiamo traversato il parco e abiamo chaminato verso Parioli. Le diceva che era pecato che non ci sono piu gente nel mondo come me. Ma io dicevo che non ero un grand’ che…lei ha capita che ero inamorato di lei e finalmente a detto che devo lasciare perdere l’amore con lei, perche era sempre inamorata in un’ amore impossibile…e senza dire piu niente ho capito che era suo fratello…
Era l’ultima volta che avevo mai vista. Qualche mese dopo mi ha mandato una cartolina da Spoletto e c’era scritto sopra “Saluti da Chetto di Spoletto…” Sapevo che era lei perche una volta mi diceva che vada speso a il Festivalo delle Arte a Spoletto ogni anno.
E poi niente. Mi ricordo l’ultima caminata insieme negli Giardini di Villa Borghese verso il Gallipitoio, c’era una piccola fontana come un grande copa per i ucellini e quando eravamo a canto quella fontana lei a meso la mano dentro e a buttata un po di aqua sulla mia face per farmi piu tranquillo magari.
Chi sa dopo tutti questi anni che fina a fatta la bellissima Daria? Spero che ha trovata un altro principe non fratello e che ha trovata l’amore e la felicita. Nel mio cuore ce sempre un posto per lei.
Mi fermo d’avanti la fontana e guardavo verso l’aqua cascando, quando vedevo una ragazza anche da dientro che ho capito subito era splendida, magra, alta, bionda e con una grazia evidente. Ho capito che dovevo parlare subito con questa ragazza o altrimenti non vedevo mai mai piu. Ho visto che nella mano adestra portava un libro coperto di cuoio con lettere d’oro dove c’era scritto:”Le Tragedie di Euripedes.” Madonna, era bella ed anche intelligente e si come io ero poeta, almeno dice io, in quell’ periodo e a quell’ eta, ero subito inamorato di lei sensa avere nianche vista la facia. Non si chiamava Beatrice pero…
Al’ora che cosa potevo dire a questo sonio, quest’angela venuta dal cielo per dare la bellezza a noi povere mortali? La Venere della Villa Borghese magari… Ma, non potevo pensare di niente originale opure ganzo. Ho detto che mi piaceva sue Blue Jeans…
Le girava e ho visto la facia e quasi quasi mi sono spaventato…la facia somigliava la Brigitte Bardot da quando era la piu bella e giovane…e poi ho visto che aveva una pete ampia. Non me l’ho ricordo poi quello che ho detto ma lei era felice parlare con me ed abiamo fatto un passagio insieme sotto le pine e le oleandri. Abiamo parlato di tante cose, della sua vita, delle studie, della mia vita di pittore a Siena e tante cose, finalmente abiamo arrivato a Piazza del Popolo e lei era impressionata come bene conoscevo tutte le stradine di Roma. Lei si chiamava Daria e prima di entrare un tassi per Monte Mario dove ha visuto a Cavaliere Hilton Residence, perche la sua casa era nel mezzo di rinovazioni, mi ha datto suo nomero di telefono….O Dio, credo che caminavo sul’aria senza toccare terra a quell’punto.
Quella sera ho telefonato Daria e lei era d’accordo a uscire fuori con me. Abiamo fatto nostro apuntimento a Café Greco li d’avanti a Bulgari sulla Via Condotti. Ambiamo preso Capuccini e poi un tassi per Trastevere. Durante il passagio, lei mi ha spiegato che era una contessa Siciliana e che suo fratello era un Principe. In fatti lei adorava molto suo fratello chi lavorava a UNESCO e ha studiato Antropologia come me. A Trastevere siamo andatti a piede in giro un po e lei mi portava a un angolo molto discreto e mi monstrava la finestra del’apartimento del suo fratello sul secondo piano. Guardava a la finestra con molto passione si come voleva andare dentro ma non aveva corragio…pensavo che forse non voleva introdure me a suo fratello perche sapevo che la nobilta Italiana specialmente Siciliana hanno molto superstizioni contro stranieri e popolo plebiano come me.
Poi abiamo caminato ancora e arriveremo a Piazza Piscinula a un certo Café che si chiamava “Punt e Virgola.” Li dentro c’era gia una tavola pieno di amici di Daria. Abiamo mangiato bene e bevuto di vini buoni e a un’cert’ora un Negro Braziliano gitarista arrivava li chi si chiamava “Elio” e lui cominsciava a suonare la gitara in quella maniera Braziliano si come tutto e volando e noi siamo rimasti transfissi della sua musica per due o tre ore. Finalmente lei dicieva che deve tornare a casa perche era tardi ma voleva che io restavo li con le sue amici perche dopo loro andavano a una certa villa anciana romana fuori Roma con un sorgente dove possiamo nottare sotto le stelle tutti nudi…ma si forse lei veniva, l’avevo fatto volontiere perche volevo vedere lei nuda…stupenda, ma sensa lei non avevo la voglia di nottare nudo con stranieri…alora ho portata in tassi a sua Cavaliere Residence e poi sono andato a mio albergo sulla Via Sardegna vicinoVia Veneto e andavo a letto.
Quando tornavo a Siena tutto inamorato con questa giovane contessina, cominciavo a telefonare ogni settimana e scrivere e siamo diventati buon amici. Dopo qualche mese a tornato a casa sua perche le rinovazioni erano completti ma non avevo preso il suo nuovo numero telefonico e mi sono rimasto molto triste. Non avevo un telefono in mio apartimento a Siena dove vivro la vita di un povero pittore e percio le non mi poteva telefonare.
Un giorno festivo sono tornato a Roma dopo tante mese e tornavo a i giardini di Villa Borghese. Mi ricordo che era nella mattina presto e c’era una nebbia nei arberi e sulla pista. Non c’era nessuno al inizio, ma poi nella nebbia vedevo una sagoma e poco a poco quando avicinarse a me ho visto che era la Daria. Lei dise: “ma tu che fai qui?” Io dise: sto pensando a te e stavo andando a vedere la statua di Apollo e Dafne di Bernini nella Villa Borghese…lei e rimasta con la bocca aperta per un atimo e poi ha detto che sta apena ora tornando di vedere propio quella statua che lei piace piu di tutte le statue che ci sia.
Abiamo chaminato molto tempo insieme sensa parole, contentissimi d’essere insieme ancora…abiamo traversato il parco e abiamo chaminato verso Parioli. Le diceva che era pecato che non ci sono piu gente nel mondo come me. Ma io dicevo che non ero un grand’ che…lei ha capita che ero inamorato di lei e finalmente a detto che devo lasciare perdere l’amore con lei, perche era sempre inamorata in un’ amore impossibile…e senza dire piu niente ho capito che era suo fratello…
Era l’ultima volta che avevo mai vista. Qualche mese dopo mi ha mandato una cartolina da Spoletto e c’era scritto sopra “Saluti da Chetto di Spoletto…” Sapevo che era lei perche una volta mi diceva che vada speso a il Festivalo delle Arte a Spoletto ogni anno.
E poi niente. Mi ricordo l’ultima caminata insieme negli Giardini di Villa Borghese verso il Gallipitoio, c’era una piccola fontana come un grande copa per i ucellini e quando eravamo a canto quella fontana lei a meso la mano dentro e a buttata un po di aqua sulla mia face per farmi piu tranquillo magari.
Chi sa dopo tutti questi anni che fina a fatta la bellissima Daria? Spero che ha trovata un altro principe non fratello e che ha trovata l’amore e la felicita. Nel mio cuore ce sempre un posto per lei.